La provincia di Salerno riunisce territori molto diversi: la Piana del Sele, la Costiera Amalfitana, l’Agro nocerino-sarnese, i Monti Picentini, gli Alburni, il Vallo di Diano e il Cilento. Da questa varietà di paesaggi nasce uno dei patrimoni gastronomici più ricchi della Campania.
I prodotti tipici di Salerno raccontano allevamenti bufalini, orti fertili, limoneti affacciati sul mare, uliveti secolari, vigneti coltivati sui pendii e antiche lavorazioni della pesca. Mozzarella di bufala, pomodori, fichi, limoni, olio, vini, formaggi e salumi formano una cucina profondamente legata ai luoghi nei quali le materie prime vengono prodotte.
La guida ai prodotti DOP e IGP della provincia di Salerno
Mozzarella di Bufala Campana DOP e prodotti del latte

La Mozzarella di Bufala Campana DOP è probabilmente il prodotto salernitano più conosciuto.
La Piana del Sele, tra Battipaglia, Eboli, Capaccio Paestum e i comuni circostanti, rappresenta uno dei principali territori di allevamento delle bufale e di trasformazione del latte.
La mozzarella presenta un colore bianco porcellanato, una superficie liscia e una pasta leggermente elastica nelle ore successive alla produzione, destinata a diventare progressivamente più morbida e fondente. Viene commercializzata in forme tonde, bocconcini, ciliegine, nodini, ovolini e trecce.
Accanto alla mozzarella viene prodotta la Ricotta di Bufala Campana DOP, ottenuta dal siero derivante dalla lavorazione del latte di bufala. Ha una consistenza morbida e cremosa e viene utilizzata sia nelle preparazioni salate sia nella pasticceria.
La filiera bufalina comprende inoltre yogurt, burro, formaggi freschi e stagionati e carne di bufalo, una produzione meno conosciuta ma presente soprattutto nell’area della Piana del Sele.
Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP
Il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP è uno degli ingredienti simbolo della cucina campana.
La zona di coltivazione interessa numerosi comuni dell’Agro nocerino-sarnese e si estende anche in aree delle province di Napoli e Avellino. Il cuore storico della produzione resta però legato ai terreni fertili della provincia di Salerno.
Il frutto ha una forma allungata, una polpa consistente, pochi semi e un sapore equilibrato. È particolarmente adatto alla trasformazione in pomodoro pelato e alla preparazione di sughi, conserve e condimenti per la pizza.
La sua diffusione è legata anche allo sviluppo dell’industria conserviera che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, trasformò l’Agro nocerino-sarnese in uno dei principali distretti italiani del pomodoro.
Carciofo di Paestum IGP e ortaggi dell’Agro
Tra le produzioni orticole più rappresentative figura il Carciofo di Paestum IGP, coltivato nella Piana del Sele.
È un carciofo di tipo Romanesco, caratterizzato da capolini tondeggianti, compatti e privi di spine. Il sapore delicato e la consistenza tenera lo rendono adatto al consumo crudo, alle preparazioni ripiene, alla cottura alla brace e ai primi piatti.
Il periodo di raccolta si concentra tra la fine dell’inverno e la primavera, quando il prodotto diventa protagonista anche di feste e manifestazioni locali.
Nell’Agro nocerino-sarnese viene coltivato anche il Cipollotto Nocerino DOP, riconoscibile per il bulbo bianco e il sapore delicato. Viene consumato fresco nelle insalate, nelle frittate e nelle preparazioni della cucina contadina.
Fico Bianco del Cilento DOP
Il Fico Bianco del Cilento DOP è prodotto in un’ampia area della parte meridionale della provincia, comprendente decine di comuni del Cilento.
La denominazione deriva dal colore chiaro assunto dalla buccia dopo l’essiccazione. La polpa è morbida, dolce e ricca di piccoli semi.
I fichi possono essere essiccati al naturale oppure farciti con mandorle, noci, nocciole, scorze di agrumi e spezie. In alcune lavorazioni vengono ricoperti di cioccolato o infilati su stecche di legno, formando le tradizionali confezioni artigianali.
Il prodotto fresco è disponibile alla fine dell’estate, mentre quello essiccato viene consumato durante tutto l’anno e assume un ruolo particolare nel periodo natalizio.
Limone Costa d’Amalfi IGP
Il Limone Costa d’Amalfi IGP, conosciuto anche come Sfusato Amalfitano, viene coltivato sui terrazzamenti della Costiera.
Ha una forma allungata, buccia spessa e profumata, polpa succosa e una moderata acidità. La coltivazione avviene spesso sotto le tradizionali impalcature che proteggono i limoneti dal vento e dalle temperature più basse.
Il limone viene consumato fresco e utilizzato per preparare limoncello, delizia al limone, sorbetti, granite, marmellate, creme, piatti di pesce, dolci e prodotti da forno.
La sua presenza caratterizza il paesaggio agricolo di comuni come Amalfi, Maiori, Minori, Ravello, Cetara, Tramonti e Vietri sul Mare.
Colatura di Alici di Cetara DOP
La Colatura di Alici di Cetara DOP è una salsa liquida ottenuta dalla maturazione delle alici sotto sale.
La lavorazione è legata al borgo marinaro di Cetara, dove le alici vengono sistemate a strati alternati con sale all’interno dei tradizionali contenitori di legno chiamati terzigni. La pressione e la maturazione fanno affiorare un liquido ambrato, successivamente filtrato e imbottigliato.
Bastano poche gocce per insaporire spaghetti, verdure, patate, legumi e piatti di pesce. La colatura viene spesso associata all’antico garum romano, anche se il prodotto moderno possiede un metodo di lavorazione e un’identità propri.
Il riconoscimento DOP riguarda non soltanto Cetara: il disciplinare lega la lavorazione ai comuni della provincia di Salerno e la pesca delle alici al tratto di mare antistante la costa salernitana.
Oli extravergini del Cilento e delle Colline Salernitane
L’olio extravergine di oliva occupa un posto centrale nell’alimentazione salernitana e nella tradizione della Dieta Mediterranea.
L’Olio extravergine di oliva Cilento DOP viene prodotto in numerosi comuni compresi nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tra le cultivar più diffuse figura la Pisciottana, riconoscibile anche per le grandi dimensioni degli alberi secolari.
L’Olio extravergine di oliva Colline Salernitane DOP nasce invece negli oliveti della fascia collinare centrale della provincia.
I due oli presentano caratteristiche diverse in base alle cultivar, al territorio e al momento della raccolta. Entrambi vengono utilizzati a crudo su pane, verdure, legumi, pesce, carni e formaggi.
Il rapporto tra olio, cereali, ortaggi, legumi e pesce è uno degli elementi fondamentali del modello alimentare studiato nel Cilento da Ancel Keys.
Marrone di Roccadaspide, Nocciola di Giffoni e frutta salernitana
Il Marrone di Roccadaspide IGP viene coltivato tra gli Alburni, la valle del Calore e il Cilento. È apprezzato per la pezzatura, il sapore dolce, la facilità di pelatura e la buona resa nella trasformazione in creme, farine e marron glacé.
La Nocciola di Giffoni IGP è legata soprattutto ai Monti Picentini. Ha forma tondeggiante, polpa chiara e un aroma intenso dopo la tostatura. Viene utilizzata nella pasticceria, nelle creme spalmabili, nei torroni e nella produzione di cioccolato.
Tra le altre coltivazioni tradizionali figurano mele, pere, ciliegie e fichi. Nel territorio di Bracigliano è particolarmente radicata la produzione della ciliegia locale, mentre nel Cilento continuano a essere recuperate antiche varietà di frutta.
Formaggi e salumi del Cilento
Nelle aree interne e montane della provincia si producono numerosi formaggi ovini, caprini e vaccini.
Tra i più conosciuti figurano:
- caciocavallo podolico;
- cacioricotta del Cilento;
- mozzarella nella mortella;
- pecorini;
- ricotte fresche e stagionate;
- formaggi caprini.
La mozzarella nella mortella viene tradizionalmente avvolta in rami di mirto, chiamato mortella nel Cilento. Il metodo consentiva ai pastori di trasportare e conservare più facilmente il formaggio, conferendogli anche un leggero aroma vegetale.
Tra i salumi merita una menzione particolare la Soppressata di Gioi, prodotta con carni suine tagliate a punta di coltello e caratterizzata da un lardello centrale. È una delle lavorazioni più riconoscibili della norcineria cilentana.
Pasta fresca e cucina tradizionale
La cucina della provincia comprende numerosi formati di pasta lavorati a mano.
Il fusillo di Felitto è lungo, sottile e cavo. Viene formato avvolgendo l’impasto intorno a un ferro e viene tradizionalmente servito con ragù di carne.
Una tecnica simile caratterizza il fusillo di Gioi, mentre in altre aree del Cilento sono diffusi cavati, lagane, cavatelli e paste preparate con farine locali.
Tra le ricette tradizionali figurano acquasale, lagane e ceci, ciambotta, minestre di verdure, alici imbottite, piatti con baccalà, capretto, agnello e preparazioni a base di legumi.
I vini della provincia di Salerno
Il patrimonio enologico salernitano comprende tre denominazioni principali.
I vini Costa d’Amalfi DOC vengono prodotti lungo i terrazzamenti della Costiera e comprendono le sottozone Furore, Ravello e Tramonti.
I vini Cilento DOC nascono in una vasta area della parte meridionale della provincia. Tra i vitigni più rappresentativi figurano Fiano, Aglianico e Aglianicone.
La denominazione Castel San Lorenzo DOC interessa invece l’area della valle del Calore salernitano e comprende vini bianchi, rossi, rosati e Moscato.
La viticoltura salernitana si sviluppa in contesti molto diversi: dai vigneti affacciati sul mare della Costiera Amalfitana alle colline del Cilento e alle zone interne prossime agli Alburni.
Quanto costano i prodotti tipici di Salerno
I prezzi cambiano in base alla stagione, alla certificazione, al produttore, al formato e al canale di vendita.
La Mozzarella di Bufala Campana DOP può costare indicativamente tra 12 e 18 euro al chilogrammo, con valori superiori per trecce, formati speciali e consegne fuori regione.
Il Fico Bianco del Cilento DOP essiccato si colloca generalmente tra 18 e 30 euro al chilogrammo, mentre le confezioni farcite o ricoperte di cioccolato possono raggiungere prezzi più elevati.
Il Limone Costa d’Amalfi IGP può variare indicativamente tra 3 e 6 euro al chilogrammo nel periodo di maggiore disponibilità. La Colatura di Alici di Cetara DOP appartiene a una fascia più alta: una bottiglia da 100 millilitri può costare circa 12-20 euro, in base al produttore e alla lavorazione.
Una bottiglia da 0,5 litri di olio DOP salernitano può collocarsi generalmente tra 10 e 16 euro. Le bottiglie di vino di ingresso partono da circa 8-10 euro, mentre le etichette provenienti da vigneti particolari della Costiera Amalfitana possono superare i 25-30 euro.
Sono valori orientativi, destinati a cambiare in base alla stagione, al raccolto, alla quantità acquistata e al punto vendita.
Sagre ed eventi gastronomici in provincia di Salerno
Il calendario salernitano comprende numerosi appuntamenti dedicati alle produzioni locali.
Tra gli eventi più conosciuti figurano le manifestazioni legate:
- al Carciofo di Paestum;
- al Marrone di Roccadaspide;
- alla Nocciola di Giffoni;
- al Fico Bianco del Cilento;
- al Limone Costa d’Amalfi;
- al fusillo di Felitto;
- alla Soppressata di Gioi;
- ai vini del Cilento e della Costiera Amalfitana;
- alla mozzarella e ai prodotti della Piana del Sele;
- alla Colatura di Alici di Cetara.
Date e programmi possono cambiare ogni anno. Prima di organizzare una visita è opportuno consultare i canali ufficiali dei Comuni, delle Pro Loco, dei consorzi e degli organizzatori.
Domande frequenti sui prodotti tipici di Salerno
Quali sono i prodotti salernitani più conosciuti?
Tra i più rappresentativi figurano Mozzarella di Bufala Campana DOP, Pomodoro San Marzano DOP, Fico Bianco del Cilento DOP, Limone Costa d’Amalfi IGP, Colatura di Alici di Cetara DOP e Carciofo di Paestum IGP.
Quali prodotti tipici provengono dal Cilento?
Dal Cilento provengono, tra gli altri, Fico Bianco del Cilento, olio Cilento DOP, cacioricotta, mozzarella nella mortella, Soppressata di Gioi e numerosi vini, formaggi e formati di pasta artigianale.
Quali vini si producono nella provincia di Salerno?
Le principali denominazioni sono Costa d’Amalfi DOC, Cilento DOC e Castel San Lorenzo DOC. La Costa d’Amalfi comprende le sottozone Furore, Ravello e Tramonti.
Dove si produce la mozzarella di bufala nel Salernitano?
La produzione è particolarmente radicata nella Piana del Sele, soprattutto tra Battipaglia, Eboli e Capaccio Paestum, ma interessa anche altri comuni della provincia.
Quali sono le sagre più importanti?
Sono numerosi gli eventi dedicati a carciofi, castagne, nocciole, fichi, limoni, pasta artigianale, formaggi, salumi e vini. Le date devono essere controllate ogni anno sui canali ufficiali.








