La Melannurca Campana IGP è una mela diversa da quasi tutte le altre già nel modo in cui arriva a maturazione. Quando viene raccolta, infatti, il frutto non ha ancora raggiunto il caratteristico colore rosso: l’arrossamento avviene successivamente nei melai, dove le mele vengono disposte e girate periodicamente fino a ottenere la colorazione tipica.
È proprio questo passaggio a renderla immediatamente riconoscibile e a legarla in modo così profondo alla Campania. La sua presenza nella regione è documentata da almeno duemila anni e viene ricondotta anche alle raffigurazioni di frutti rinvenute negli scavi di Ercolano. Oggi la Melannurca è una delle produzioni più rappresentative della frutta tipica campana ed è tutelata dall’Indicazione Geografica Protetta.
Perché la Melannurca viene fatta arrossire dopo la raccolta
La particolarità più interessante della Melannurca è il cosiddetto arrossamento nei melai. Le mele vengono raccolte quando hanno raggiunto la maturazione fisiologica ma presentano ancora una colorazione solo parziale. Vengono quindi sistemate su apposite superfici, tradizionalmente ricoperte con materiali idonei, e lasciate esposte alla luce.
Durante questa fase i frutti vengono girati manualmente più volte, in modo da favorire un arrossamento uniforme. È un lavoro che richiede tempo e attenzione e che distingue nettamente la Melannurca da molte altre varietà commerciali. Il risultato è una mela dalla buccia rossa brillante, con polpa bianca, compatta e croccante e un gusto nel quale dolcezza e acidità restano ben equilibrate.
La denominazione Melannurca Campana IGP comprende i frutti riconducibili alle cultivar Annurca e Annurca Rossa del Sud, coltivati e lavorati secondo quanto previsto dal disciplinare.
Dove si produce
L’areale della Melannurca Campana IGP è molto ampio e interessa territori delle province di Caserta, Benevento, Napoli, Avellino e Salerno. La produzione è particolarmente radicata nelle aree pianeggianti e collinari della Campania, dove la coltivazione del melo ha trovato condizioni favorevoli sia per il clima sia per la disponibilità di terreni fertili.
Nel Casertano e nel Beneventano la Melannurca è ancora oggi una presenza importante nei frutteti, mentre nell’area napoletana e in altri territori regionali continua a rappresentare una delle coltivazioni più riconoscibili. È quindi uno di quei prodotti che non appartengono a una sola provincia, ma raccontano una parte consistente dell’agricoltura campana.
La Regione Campania la include tra le produzioni frutticole regionali riconosciute come IGP.
Come riconoscere una Melannurca Campana IGP
La Melannurca è generalmente di dimensioni medio-piccole, con forma rotondeggiante leggermente appiattita. La buccia presenta un rosso vivo, spesso con sfumature e striature, mentre la polpa è bianca, soda e croccante.
Il sapore è uno degli elementi che la distinguono maggiormente: dolce ma con una componente acidula evidente, caratteristica che la rende fresca al palato e meno stucchevole rispetto ad altre mele molto zuccherine.
Per acquistare un prodotto certificato non basta però affidarsi all’aspetto. La confezione deve riportare chiaramente la denominazione Melannurca Campana IGP e il simbolo europeo dell’Indicazione Geografica Protetta. Una generica “mela Annurca” non equivale automaticamente a un prodotto certificato.
Quando si raccoglie e quando si trova sul mercato
La raccolta avviene generalmente tra la fine di settembre e l’autunno, ma il momento della raccolta non coincide con quello della piena disponibilità commerciale. Dopo il passaggio nei melai, infatti, i frutti completano il processo di arrossamento e possono essere immessi sul mercato.
Per questo la Melannurca è particolarmente presente tra autunno e inverno, anche se grazie alle moderne tecniche di conservazione può essere trovata per periodi più lunghi.
La stagionalità resta comunque importante. Acquistare il prodotto nei mesi immediatamente successivi alla raccolta permette normalmente di apprezzarne meglio croccantezza e freschezza.
Come si mangia e come si usa in cucina
La Melannurca viene consumata soprattutto fresca, ma il suo equilibrio tra dolcezza e acidità la rende molto interessante anche in cucina. Può essere utilizzata per crostate, torte, confetture, composte e succhi, oppure cotta al forno con zucchero e spezie.
Funziona bene anche nelle preparazioni salate. Tagliata sottile può accompagnare formaggi stagionati, insalate e piatti di carne; cotta lentamente diventa una base per salse e contorni dal gusto agrodolce.
In Campania viene inoltre impiegata nella produzione di liquori, dolci artigianali e trasformati. La sua buona consistenza permette alla polpa di mantenere una certa struttura anche dopo la cottura, qualità particolarmente utile in pasticceria.
Melannurca e proprietà nutrizionali: meglio evitare promesse miracolose
La Melannurca, come le altre mele, apporta acqua, fibre, vitamine e composti fenolici. Negli anni è stata oggetto di studi scientifici, alcuni dei quali hanno approfondito in particolare la presenza di polifenoli e il loro possibile ruolo nell’alimentazione. La Regione Campania ha dato visibilità anche a ricerche condotte dall’Università Federico II di Napoli.
Questo non significa però che la mela debba essere presentata come un alimento capace da solo di curare o prevenire patologie. È più corretto considerarla un frutto da inserire all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata, evitando formule come “abbassa il colesterolo” o “combatte la calvizie” utilizzate senza il necessario contesto scientifico.
Quanto costa la Melannurca Campana IGP
Il prezzo varia in base alla stagione, alla pezzatura, al produttore, alla confezione e al canale di vendita. Nel commercio al dettaglio, la Melannurca Campana IGP può collocarsi indicativamente tra 2,50 e 4,50 euro al chilogrammo, mentre confezioni selezionate, biologiche o acquistate attraverso canali specializzati possono raggiungere valori più elevati.
Nei mercati locali e direttamente presso le aziende agricole, soprattutto durante il periodo di maggiore disponibilità, si possono trovare prezzi differenti, decisamente più bassi. È quindi più utile considerare questa fascia come un riferimento orientativo e non come una quotazione fissa.
Produttori e aziende della Melannurca Campana
La produzione è distribuita su un territorio ampio e coinvolge cooperative, aziende agricole e operatori ortofrutticoli delle diverse province campane. Il Consorzio di Tutela della Melannurca Campana IGP riunisce produttori e confezionatori iscritti al sistema di certificazione e rappresenta il principale riferimento per la tutela e la valorizzazione della denominazione.
Tra le realtà presenti nella filiera certificata figura Agricola Ortofrutticola Lanzi Soc. Coop., con sede a Pignataro Maggiore, nel Casertano, attiva sia nel confezionamento sia nella commercializzazione della Melannurca. Un altro nome presente tra i soci del Consorzio è Azienda Agricola Di Rosa, con sede a Carinola, anch’essa impegnata nella produzione e nel confezionamento.
Nell’area vesuviana opera inoltre Azienda Agricola La Grande Mela, mentre nell’Alto Casertano è presente Azienda Agricola Spinosa Angelo, con sede a Riardo. La diffusione dei produttori in aree diverse riflette la particolare ampiezza della denominazione, che interessa 137 comuni distribuiti nelle cinque province campane.
Sagre ed eventi dedicati alla Melannurca
Durante l’autunno la Melannurca è protagonista di manifestazioni e iniziative locali soprattutto nei territori di maggiore produzione. Fiere agricole, feste della mela e mercati contadini rappresentano occasioni interessanti per acquistare il prodotto direttamente dai produttori e conoscere le tecniche di coltivazione e arrossamento.
Domande frequenti sulla Melannurca Campana
Perché la Melannurca viene fatta arrossire dopo la raccolta?
Perché il frutto viene raccolto quando non ha ancora raggiunto completamente il caratteristico colore rosso. Nei melai le mele vengono esposte alla luce e girate periodicamente, completando così l’arrossamento.
Mela Annurca e Melannurca Campana IGP sono la stessa cosa?
Non necessariamente. “Mela Annurca” può essere utilizzato genericamente per indicare la varietà, mentre Melannurca Campana IGP identifica il prodotto coltivato e lavorato nell’area prevista dal disciplinare e certificato secondo le regole della denominazione.
Come capire se una Melannurca è davvero IGP?
Bisogna controllare la confezione. Devono comparire la denominazione Melannurca Campana IGP e il simbolo europeo dell’Indicazione Geografica Protetta.
Perché la Melannurca costa spesso più delle mele comuni?
Incidono diversi fattori: la produzione territoriale delimitata, la selezione del frutto e soprattutto la fase di arrossamento nei melai, che richiede spazio, tempo e lavorazioni aggiuntive rispetto alla raccolta.








