Ci sono prodotti che raccontano un territorio ancora prima di essere assaggiati. La Castagna di Montella IGP è uno di questi: nasce nei boschi dell’Alta Irpinia, dove il castagno ha segnato per secoli il paesaggio, l’economia e l’alimentazione delle comunità montane. Non è una castagna qualsiasi. La sua reputazione è legata alla dolcezza della polpa, alla buona conservabilità e alla capacità di essere utilizzata sia fresca sia trasformata, dalle caldarroste alle castagne bollite, fino a farine, creme e dolci.
È una delle produzioni simbolo della provincia di Avellino e trova naturalmente spazio tra i frutti più rappresentativi della tradizione campana.
Dove nasce la Castagna di Montella
Il cuore della produzione è l’area del Terminio-Cervialto, nell’Alta Irpinia. L’areale della IGP comprende i territori di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e una parte del comune di Montemarano, precisamente la contrada Bolifano. Qui i castagneti accompagnano pendii e vallate, inserendosi in un paesaggio montano caratterizzato da piogge abbondanti, temperature relativamente fresche e terreni particolarmente adatti alla coltivazione del castagno.
Per secoli il frutto non è stato soltanto una fonte di reddito. La possibilità di essiccarlo e trasformarlo in farina lo rendeva una riserva alimentare preziosa per affrontare i mesi invernali. Il rapporto tra Montella e il castagno è quindi molto più antico della certificazione moderna: fa parte della storia stessa del territorio.
Come riconoscere la Castagna di Montella IGP
La denominazione riguarda castagne ottenute per almeno il 90% dalla varietà Palummina e, per la restante parte, dalla Verdole. Il frutto ha generalmente una pezzatura media o medio-piccola, con circa 75-90 castagne per chilogrammo, una forma rotondeggiante, buccia marrone intensa e polpa bianca. Al morso è croccante, mentre il sapore è dolce ma non eccessivamente zuccherino.
Il nome Palummina viene tradizionalmente ricondotto alla forma del frutto, che ricorderebbe una piccola colomba, “palomma” nel linguaggio locale. Chi vuole acquistare il prodotto certificato dovrebbe controllare sempre la confezione: devono comparire chiaramente la denominazione Castagna di Montella IGP e il simbolo europeo dell’Indicazione Geografica Protetta.
Quando si raccoglie
Ottobre è il mese centrale della raccolta, che può proseguire fino a novembre in base all’altitudine e all’andamento climatico. Quando i ricci si aprono e i frutti cadono naturalmente sul terreno, nei castagneti dell’Alta Irpinia iniziano settimane particolarmente intense. La raccolta continua a essere effettuata direttamente dal suolo, seguendo la maturazione naturale dei frutti.
Non tutta la produzione prende però la stessa strada: una parte viene destinata immediatamente al mercato del fresco, mentre altra viene calibrata, selezionata e sottoposta a trattamenti destinati a prolungarne la conservazione. Le castagne possono inoltre essere essiccate oppure trasformate in farine, creme, puree e prodotti dolciari. È proprio questa versatilità ad aver favorito per secoli l’importanza economica della castanicoltura irpina.
Le Castagne del Prete, la trasformazione più famosa
Tra le lavorazioni tradizionali ce n’è una che in Irpinia identifica immediatamente il periodo natalizio: le Castagne del Prete. La preparazione parte dalle castagne essiccate in guscio. Tradizionalmente venivano sistemate su graticci di legno e asciugate lentamente con il calore e il fumo provenienti dal basso; successivamente vengono tostate e reidratate.
Alla fine la castagna cambia completamente aspetto: la buccia diventa molto scura, la polpa si ammorbidisce e al gusto compaiono leggere note affumicate. Per molte famiglie irpine le Castagne del Prete fanno ancora parte della tavola natalizia e oggi vengono vendute anche confezionate, con o senza guscio. Non bisogna però confondere le due cose: “Castagne del Prete” indica un metodo di lavorazione, mentre “Castagna di Montella IGP” identifica una produzione geografica certificata.
Come si mangia la Castagna di Montella
Il modo più immediato resta quello delle caldarroste. Basta incidere la buccia e cuocere le castagne sulla brace, nell’apposita padella forata oppure nel forno. Un’altra preparazione tradizionale è quella delle castagne bollite, consumate semplicemente oppure aromatizzate.
In cucina, però, la Castagna di Montella può fare molto di più. Nell’entroterra irpino entra nelle zuppe insieme a fagioli, funghi e altri ingredienti autunnali, può accompagnare le carni e trova spazio nei ripieni. Sul versante dolce gli utilizzi aumentano ancora: creme, crostate, torte, castagnacci, gelati e dessert al cucchiaio. La farina di castagne viene inoltre impiegata negli impasti e nella preparazione di dolci rustici, mentre una parte importante della produzione è destinata alla trasformazione in puree, marmellate e preparazioni per pasticceria.
Castagna o marrone? Non sono la stessa cosa
È uno dei dubbi più frequenti. Castagna e marrone non sono sinonimi, anche se nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati come se lo fossero. In linea generale, i marroni presentano frutti più grandi e regolari, una buccia generalmente più chiara e una pellicola interna che tende a staccarsi più facilmente dal seme, caratteristiche che li rendono particolarmente adatti alla lavorazione dolciaria.
La Castagna di Montella resta invece una castagna IGP, con caratteristiche proprie definite dal disciplinare. Anche una castagna particolarmente grande non diventa automaticamente un marrone.
Quanto costa la Castagna di Montella
Il prezzo cambia soprattutto in base alla pezzatura, alla selezione, alla certificazione e al canale di vendita. Nella vendita al dettaglio, la Castagna di Montella fresca può collocarsi indicativamente tra circa 6 e 12 euro al chilogrammo, con valori più elevati per le pezzature maggiori e le confezioni selezionate. Il mercato locale durante il periodo della raccolta può proporre prezzi inferiori, soprattutto acquistando direttamente dai produttori o in quantità maggiori.
I trasformati appartengono naturalmente a fasce differenti. Le Castagne del Prete, ad esempio, richiedono essiccazione, tostatura e reidratazione e hanno quindi un prezzo superiore rispetto al prodotto fresco. Lo stesso vale per farine, creme e preparazioni dolciarie.
Festa della Castagna di Montella 2026
A Montella la castagna diventa ogni autunno protagonista anche nelle strade del paese. La 42ª Festa della Castagna di Montella IGP è in programma nel 2026 in due fine settimana: dal 1° al 2 novembre e dal 6 all’8 novembre 2026.
Durante la manifestazione arrivano produttori, aziende agricole e stand gastronomici, mentre ristorazione e cucina di strada propongono piatti nei quali la castagna incontra gli altri prodotti dell’Irpinia. È uno dei momenti migliori dell’anno per conoscere il prodotto direttamente nel suo territorio. Date e programma possono subire aggiornamenti: prima della visita è quindi consigliabile controllare le comunicazioni ufficiali del Comune di Montella.
Domande frequenti sulla Castagna di Montella
Come si riconosce la vera Castagna di Montella IGP?
La confezione deve riportare chiaramente la denominazione Castagna di Montella IGP e il simbolo europeo dell’Indicazione Geografica Protetta. Il semplice riferimento geografico a Montella non equivale automaticamente alla certificazione.
Castagna di Montella e marrone sono la stessa cosa?
No. La Castagna di Montella è una castagna IGP ottenuta principalmente dalla varietà Palummina. I marroni appartengono a tipologie differenti e presentano generalmente dimensioni maggiori e caratteristiche diverse della pellicola interna e del frutto.
Castagna di Montella e Castagna di Serino sono uguali?
No. Sono due Indicazioni Geografiche Protette differenti, con zone di produzione e disciplinari distinti. La Castagna di Montella è concentrata nell’Alta Irpinia; il Marrone o Castagna di Serino interessa un’altra area compresa tra le province di Avellino e Salerno.
Le Castagne del Prete sono sempre Castagne di Montella IGP?
Non necessariamente. “Castagne del Prete” indica soprattutto una tecnica tradizionale di essiccazione, tostatura e successiva reidratazione. Se si vuole acquistare un prodotto ottenuto specificamente da Castagna di Montella IGP, bisogna verificarlo sulla confezione.








