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I prodotti tipici della provincia di Napoli.

Il piacere di stare a tavola è uno dei punti di forza dell’immagine della città di Napoli nel mondo.

Tale clichè è il frutto di una vasta letteratura, che affonda i suoi colpi nella poesia come nel cinema, che esalta il carattere di una terra e dei suoi abitanti attraverso la ricchezza dei suoi sapori.

Due esempi su tutti: pizza e caffè ormai considerati quasi due sinonimi della città partenopea.

Ma le ricette della tradizione culinaria napoletana devono il loro successo alla bontà delle materie prime utilizzate.

La pizza Margherita non avrebbe mai avuto una diffusione… planetaria se non fosse stata realizzata con ingredienti unici, come la mozzarella campana, il pomodoro (al di là del San Marzano ottime sono anche le specie di Sorrento ed il tradizionale pomodorino del Piennolo del Vesuvio) e l’olio extravergine di oliva, del quale, nella Penisola Sorrentina, se ne produce una specie particolarmente saporita.

E che dire, poi, della pasta, che ha in Gragnano la sua patria ed il centro di una produzione che non ha eguali, per caratteristiche, metodi di lavoro e formati.

Tra i prodotti tipici della provincia di Napoli, una menzione a parte meritano il limone di Sorrento, la melannurca campana e l’albicocca vesuviana.

Il primo, in particolare, è l’ingrediente base di dolci squisiti (delizia al limone) e memorabili liquori (limoncello, crema di limoni).

A proposito di dolci, la provincia di Napoli ha nella sua pasticceria una ricca fonte di ispirazione per i palati più fini: babà, pastiera napoletana, roccocò, mostaccioli, struffoli solo per citare i più famosi.

Anche in campo enologico Napoli vanta una ricca tradizione.

Dagli omonimi vini delle isole del Golfo, Ischia Doc e Capri Doc, ai prestigiosi vini dell’area vesuviana, su tutti il Lacrima Christi Doc, fino al Penisola Sorrentina, con le sue sottozone Lettere e Gragnano.

Dal Limone di Sorrento al Limoncello della penisola sorrentina.

Il “Limone di Sorrento”  è un prodotto ad indicazione geografica protetta che viene coltivato nei comuni della penisola Sorrentina e nelle isola di Capri.

Come il limone Costa d’Amalfi costituisce il vanto dei produttori di agrumi della Campania ed è ormai noto ed apprezzato in tutto il mondo, soprattutto per essere l’ingrediente principe del limoncello, l’infuso alcolico che vanta il maggior numero di consumatori stranieri.

La produzione annua del Limone di Sorrento si aggira intorno alle 8 mila tonnellate. Le sue caratteristiche organolettiche sono legate al sistema di produzione che prevede una copertura della pianta nei periodi più freddi e la possibilità di prolungarne la maturazione.

Pur essendo un agrume il suo sapore è particolarmente dolce ed è noto per le sue dimensioni che mediamente fanno si che un unico frutto possa superare anche il mezzo chilo di peso.

Oltre all’utilizzo classico per condimento, nella Penisola Sorrentina è possibile apprezzarlo in numerose ricette, dagli antipasti, ai primi ed ai secondi.

In pasticceria è usato per bagnare i dolci o come ingrediente di creme, ma viene anche sfruttato per la produzione di confetture e marmellate.

Rispetto al limone Costa d’Amalfi presenta un colore giallo più carico ed una buccia più spessa. Sono oltre 100 le aziende impegnate nella coltivazione del Limone di Sorrento.

Grazie al terrazzamento della costa dove questo agrume cresce, i limoneti che si formano vengono definiti giardini dei limoni, per la loro bellezza e la concentrazione delle piante.