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Greco di Tufo DOCG, un rosso vestito da bianco.

Il Greco di Tufo, così come il Fiano di Avellino, solo da pochi anni,esattamente dal 2003, ha ottenuto la DOCG.

E’ un vino bianco, che pur mantenendo inalterati profumi freschi e briosi, ha una sua compattezza tanto da definirlo “un rosso vestito da bianco”.

Non è raro imbattersi una bottiglia di 13 gradi di Greco di Tufo, anche se la gradazione media si aggira sui 12 gradi.

La Storia del Greco di Tufo

Il vitigno fu portato in Irpinia dalla Grecia ed attecchi nei territori dei comuni di Altavilla Irpina, Chianche, Tufo dal quale prende il nome appunto Greco di Tufo,  Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni. Tutti Comuni della provincia di Avellino.

Solo i vitigni coltivati in questi otto comuni possono dare luogo a questo vino con la DOCG.

Il Greco di Tufo a tavola, gli abbinamenti ideali

L’abbinamento ideale è con i crostacei e con formaggi giovani, data la caratteristica di essere un bianco con forte persistenza.

Da qualche anno, il vitigno viene utilizzato anche per dare vita a prodotti spumantizzati per antipasti ed aperitivi.

Sono numerose le aziende vinicole avellinesi che lo producono anche se con l’ottenimento della DOCG il prezzo al pubblico è di fatto raddoppiato, sebbene la qualità sia rimasta inalterata e sempre di altissimo livello.

Il Costo di una bottiglia di Greco di Tufo DCOG

  • Il costo in enoteca di una buona bottiglia varia dai 12 euro ai 30 euro.

Tra i migliori greco di Tufo prodotti in provincia di Avellino, segnaliamo quello prodotto dall’azienda vinicola Sertura di Giancarlo Barbieri, una piccola cantina che non smette mai di sorprendere.

Il Greco di Tufo DOCG Sertura è stato inserito dal giornalista Luciano Pignataro, nei primi 10 posti, nella speciale classifica dedicata dal suo celebre Blog a questo eccellente vino della provincia di Avellino.

I vini di Antica Hirpinia a Taurasi: Storia, Passione e Qualità.

Quando si parla di Taurasi, sia quando ci si riferisce al Vino DOCG che al comune situato in provincia di Avellino, il pensiero non può non andare all’azienda vinicola Antica Hirpinia una delle eccellenze della provincia di Avellino nella produzione di vini di qualità caratterizzati da esperienza, passione, storia e innovazione.

La storia

Parlare di  Antica Hirpinia significa fare un salto indietro nel tempo e volare nei primi anni Sessanta quando, un gruppo di vignaioli ed agricoltori del posto diede vita all’ “Enopolio di Taurasi Società Cooperativa a.r.l”, denominazione che alla fine anni Ottanta cedette il posto ad Antica Hirpinia, solida realtà locale che ha, attualmente, attestato la sua produzione su circa 400.000 bottiglie annue, in un processo di continua crescita e di sviluppo costante sotto tutti i punti di vista grazie all’autorevole consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella.

I Vigneti

Antica Hirpinia produce i suoi ottimi vini contando su circa 40 ettari di vigneti, impiantati sulle soleggiate colline dell’Irpinia, a un’altitudine tra i 300 e 600 metri sul livello del mare, trattati con un approccio sostenibile a scarso impatto ambientale.

I Vini

I vini prodotti seguono la filosofia aziendale che unisce il rispetto del territorio di origine, da centinaia di anni vocato alla produzione di vini eccellenti, alla volontà di sperimentare e innovare per offrire un prodotto unico e caratteristico del nome che porta.

Tra i suoi vini più famosi spicca il Taurasi DOCG, il re dei vini rossi del sud.

E non è un caso che la prima bottiglia di Taurasi che si è potuta fregiare della Denominazione di Origine Controllata e Garantita sia stata prodotta da Antica Hirpinia nel 1993

Primo vino DOCG in Irpinia e soprattutto primo in tutto il Sud Italia.

Vino premiato, nel corso degli anni, con i 93 punti assegnati al Taurasi 2010 da parte della Guida ai migliori vini Italiani di Luca Maroni ed. 2018, come pure i 92 centesimi conferiti dalla rivista americana Wine Enthusiast alla vendemmia 2001 dello stesso vino.

Ma Antica Hirpinia non è solo Taurasi

Non a caso Wine Enthusiast ha premiato sia il Fiano di Avellino DOCG sia il Greco di Tufo DOCG Antica Hirpinia con la brillante votazione di 86 centesimi.

Oltre ai due bianchi eleganti e minerali, il comparto produttivo include l’Irpinia Falanghina DOC, l’Irpinia Coda di Volpe DOC, l’Irpinia Rosato DOC, l’Irpinia Aglianico DOC, il Taurasi DOCG e il Roserpina spumante, sempre da vitigno 100% aglianico.

Si tratta in tutti i casi di vini CRU, quindi monovitigno e per questo ancora più preziosi a livello di naso e di palato.

La cantina

La cantina ed il relativo stabilimento di produzione, circa 6000 mq, è situato proprio alle porte di Taurasi,

Qui,giornalmente, lo staff aziendale accoglie tecnici del settore, esperti, amanti della cultura enologica e semplici clienti per guidarli in visite guidate e degustazioni, grazie ad un’area deputata alla vinificazione e all’elevazione in legno dei vini.

La struttura è dotata di sala degustazione attigua a una cucina ben attrezzata, che funge anche da punto di ristoro, e un punto vendita dove è possibile acquistare i vini dell’azienda.

  • L’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av).

Fiano di Avellino, l’Irpinia nel calice.

Il Fiano di Avellino è il miglior vino bianco del Sud Italia, anche se meno conosciuto del Greco di Tufo.

Dal 2003 ha ottenuto la DOCG. E’ un vino di grande equilibrio indicato per abbinamenti con pietanze a base di pesce dai sapori delicati. Può essere consumato in abbinamento con formaggi freschi e con la mozzarella di bufala campana.

E’ una produzione tipica dell’Irpinia e di pochi comuni nell’area vasta di Avellino. Le sue proprietà sono note sin dall’antichità ed il nome deriva dal fatto che le uve furono denominate apiane in quanto attiravano le api che ne erano ghiotte.

E’ meno robusto del Greco di Tufo ma più equilibrato e fruttato.

L’ottenimento della DOCG ne ha fatto lievitare sensibilmente il prezzo rispetto a qualche anno fa. Oggi viene commercializzato a partire dai 12/14 euro a bottiglie, ma può arrivare anche a superare i 30 euro.

E’ sicuramente uno dei vanti della produzione agricola della provincia di Avellino, punto di eccellenza riconosciuto in tutta Italia e fuori dai confini nazionali.

Diffidare dalle imitazioni: esistono produzioni di Fiano anche nelle zone del salernitano e del beneventano, ma sono solo dei vini discreti in confronto al Fiano di Avellino.

Negli ultimi anni il Fiano di Avellino viene proposto sempre più frequentemente come aperitivo ricercato o come accompagnamento al dolce ed esistono alcune varianti spumantizzate con un buon rapporto qualità/prezzo

Taurasi DOCG, il vino rosso d’Irpinia.

Il Taurasi, vino superbo, pieno dal colore intenso e dal profumo deciso è considerato il miglior vino del Sud Italia, tra i primi di tutta la penisola.

Ha ottenuto da poco la denominazione di origine controllata e garantita, DOCG, pur avendo grande fama da lungo tempo tra gli intenditori del settore.

Solo 17 comuni della provincia di Avellino possono fregiarsi del merito di produrre le uve dalle quali si ricava questo corposo rosso.

Le uve utilizzate sono quelle del vitigno aglianico. Dopo la vinificazione il prodotto deve subire un invecchiamento di almeno tre anni di cui uno in botte per diventare Taurasi.

Gli intenditori notano che le caratteristiche del Taurasi sono molto variabili secondo la vendemmia.

Il Taurasi è il marito ideale della cucina tipica irpina e per pietanze a base di formaggio a pasta dura e stagionati, carni rosse e sughi molto elaborati.

Nella variante riserva, che si ottiene con un anno di invecchiamento supplementare può essere considerato un vino da meditazione.

Variabile il prezzo di una bottiglia che parte da 20 euro.Anche il segmento più economico garantisce un’altissima qualità del prodotto.

Numerose le aziende vinicole che in provincia di Avellino oltre a produrlo lo commercializzano.

Il Taurasi non è un vino che può essere venduto sfuso. Gareggia alla pari con i più importanti vini italiani e del mondo soprattutto nelle produzioni più ricercate.

Aglianico del Taburno, la quarta DOCG campana

E’ l’ultimo arrivato nella casa dei DOCG campani. L’ Aglianico del Taburno ha ottenuto nel mese di marzo 2011 l’ambizioso riconoscimento.

Quindi dalla prossima vendemmia la Campania avrà la sua quarta  DOCG, dopo le tre irpine Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo.

I vini DOC del Taburno

Oltre all’aglianico si ottengono le tipologie bianco, rosso e rosato.

I bianchi derivano dall’uso di uve trebbiano e Falanghina con aggiunta in percentuale minore di altro uvaggio. Si ottiene un vino giallo paglierino intenso molto fresco nel sapore e nei profumi particolarmante indicato negli abbinamenti con pietanze di mare.

Il Taburno Rosso è invece composto in prevalenza da uve Sangiovese e Aglianico e fino ad un massimo del 30% possono essere utilizzati altri uvaggi.

Il Rosso Taburno Doc è un vino equilibrato, di colore pieno abbinabile a carni rosse e formaggi semi stagionati.

Per l’Aglianico invece è necessario un invecchiamenti di due anni oppure tre se si vuole acquisire l’etichetta riserva.

 

Sertura, il Greco di Tufo DOCG che piace agli americani.

Un successo che è il frutto di passione e sacrificio, di sudore e abnegazione. E, soprattutto, di amore per la terra. La propria terra.

Nasce così il Greco di Tufo DOCG griffato Sertura da Giancarlo Barbieri, giovane winemaker avellinese che in pochi anni ha bruciato le tappe, riuscendo a posizionare il suo bianco per eccellenza in un segmento di mercato in cui la concorrenza è tanta ed anche qualificata.

Da pochi giorni il suo Greco di Tufo 2015 è sulle tavole dei ristoranti e negli scaffali delle enoteche.

E promette di conquistare ulteriori quote di palati, quelli, per intenderci, per i quali il vino rappresenta una leva culturale in grado di raccontare e testimoniare tutto ciò che c’è prima di finire in un calice.

Il 2015 è stato un anno di grande spessore, uno dei migliori dell’ultimo decennio, che ha prodotto uve piene di sole e vini altamente performanti.

E, così, il Greco di Tufo 2015 di Sertura si conferma un vino sapido, minerale con note di agrumato, un vino che si sposa alla perfezione con i piatti a base di pesce ma che è in grado di esaltare anche il gusto di un’ottima pizza margherita!

Dopo la promozione tra i “migliori dieci Greco di Tufo” a giudizio del giornalista Luciano Pignataro, un nuovo attestato all’ottimo lavoro che sta svolgendo Giancarlo Barbieri è arrivato da Slowine, una tra le principali guide nazionali dedicate al mondo del vino, che ha speso parole importanti per la cantina avellinese che, al di là delle citazioni, sta avendo ottimi riscontro sui mercati nazionali ma anche internazionali.

“Qualche giorno fa mi ha contattato un ristoratore dell’Oregon che aveva assaggiato il Greco di Tufo Sertura la scorsa estate in Costiera Amalfitana – racconta Barbieri –. Mi ha detto di essersene innamorato e che avrebbe voluto una fornitura da inserire nella carta dei vini del suo ristorante”.

In effetti, il Greco di Tufo DOCG Sertura seduce (non solo gli americani) per quella sua capacità di trasferire a chi lo beve l’essenza del territorio, la sensazione di saper raccontare le colline dell’Irpinia, il clima, l’asprezza dei terreni, un anno intero di lavoro.

Quel lavoro che proprio in autunno vive il suo periodo più intenso e più affascinante con Giancarlo Barbieri che sin dalle prime ore della mattina, insieme ai suoi operai, si trasferisce in vigna per la raccolta delle uve, che viene fatta manualmente, come da tradizione.

Per poi trasferirsi in cantina, dove avviene la pressatura, soffice, con rese basse, con il mosto che viene lasciato nei serbatoi in acciaio a fermentare.

Un’esperienza unica, quella vissuta in vigna e in cantina, che arricchisce chi ha il piacere di viverla.

Per Informazioni: Sito web Vini Sertura

Dall’Aglianico, ecco il Taburno DOCG, un rosso vino corposo.

L’Aglianico è il principale vitigno della regione Campania ed uno dei tipi di vini più apprezzati della regione.

Quello proveniente della pendici del Monte Taburno ha ottenuto la denominazione d’origine controllata già nel 1986.

L’area di produzione dell’Aglianico comprende 13 comuni del Sannio e vanta numerose aziende di produzione e può fregiarsi del merito di aver dato vita ad una delle prime esperienze regionali di cantina sociale.

l vini a denominazione di origine controllata e garantita “Aglianico del Taburno” devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti, aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: Aglianico del Taburno rosso, rosato, riserva: Aglianico, minimo 85 %; per la restante parte possono concorre altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione in provincia di Benevento, fino ad un massimo del 15 %.

Le caratteristiche dell’Aglianico del Taburno DOCG

L’Aglianico del Taburno DOCG  rosso è un vino corposo, dal colore intenso tendente al rubino o granata.

Se invecchiato ha un gusto particolarmente vellutato.

La gradazione è sostenuta e consente abbinamenti con i piatti tipici della cucina regionale delle zone interne e con pietanze a base di carne e formaggi stagionati e primi con condimenti elaborati.

Viene prodotta una variante rosata, più fresca e fruttata ma sempre di robusta gradazione abbinabile a salumi e carni bianche.

L’Aglianico rosso, senza dicitura Taburno, è meno impegnativo, con gradazione non superiore agli undici gradi ma gusto comunque completo.

E’ eccellente in abbinamenti a formaggi a pasta salata e stagionata o con le carni arrosto.

Simpatica e frizzante la variante del novello, che dopo novembre viene gustata in abbinamento a castagne e primi piatti di media cottura, con sughi piccanti.

Zona di raccolta delle uve

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Aglianico del Taburno» devono essere raccolte nella zona di produzione che comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Torrecuso e Ponte ed in parte il territorio dei comuni di Benevento, Cautano, Vitulano e Tocco Gaudio, tutti in provincia di Benevento