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Il Carciofo di Paestum

Il Carciofo di Paestum, chiamato anche Tondo di Paestum, in virtù della sua caratteristica forma,  è un prodotto a Indicazione Geografica Protetta coltivato esclusivamente nei comuni campani di Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento, Pontecagnano Faiano, Serre ricadenti della provincia di Salerno.

E’ una pregiata produzione della Valle del Sele già nota per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana.

Ha un grandezza maggiore rispetto ad altre coltivazioni dello stesso tipo e la sua coltura intensiva ha origine all’inizio del secolo scorso, sebbene già dall’antichità, nella valle del Sele il carciofo fosse particolarmente apprezzato e dunque coltivato.

L’uso nella cucina campana è frequente, ma viene utilizzato anche in prodotti trasformati, come sott’olio.

Tra le ricette più succulente che è possibile gustare nella Valle del Sele a base di carciofo, le farfalle alla genovese con carciofo dove il tondo di Paestum si sposa con la cipolla in un denso sughetto.

L’uso più classico, però, è alla brace, farcito di prezzemolo, formaggio, pepe e pezzettini dello stesso gambo.

Essendo un ortaggio tenace e dal gusto forte, si abbina alla perfezione con i vini più “maestosi” della Campania, in particolare l’aglianico dell’Irpinia e del Beneventano.

Numerose anche le sagre nel periodo estivo che si alternano nei comuni dell’area di produzione dove il Carciofo di Paestum la fa da padrone.

Il costo si aggira intorno ad un euro l’uno, ma nel periodo pasquale può anche raddoppiare considerato che rappresenta uno dei piatti tipici della tradizione campana.

Il Fico Bianco del Cilento.

Nettare da fine pranzo, dolce prelibato, il Fico Bianco del Cilento è coltivato in 68 comuni della Provincia di Salerno, nell’area ricadente nel Parco del Cilento e del Vallo di Diano.

Si presenta di colore verde chiaro nella buccia e con polpa bianchissima e consistente. E’ un frutto raffinatissimo e succulento, la cui bontà è conosciuta sin dall’antichità ed ha il vantaggio di prestarsi a diverse trasformazioni che ne esaltano il sapore.

Il modo migliore per apprezzarne le qualità è gustarlo nelle località di produzione, sul finire dell’estate.

Il Fico Bianco del Cilento, Prodotto Tipico a Denominazione di Origine Protetta della regione Campania,  può praticamente accompagnare il pasto dall’inizio alla fine. Ottimo come portata di inizio abbinato a prosciutto e formaggi, può essere utilizzato in pietanze successive, con elaborazioni di alta cucina per primi e secondi.

A fine pasto può essere consumato da solo, ma sono le varianti in pasticceria ad averne accresciuto la notorietà.

Sono famosi fichi bianchi secchi, o anche farciti con mandorle, frutta candita, frutta secca, finocchietto  e buccia di agrumi. Si trova in commercio anche nella variante ricoperta al cioccolato fondente e più raramente quale ingrediente esclusivo di confetture e marmellate.

Si accompagna, secondo il modo in cui viene gustato, a bianchi freschi come antipasto oppure con passiti nella variante essiccata.

Viene commercializzato anche in sospensione alcolica, tra cui la più gustosa è con rum o grappe morbide. Il gusto particolarmente dolce deriva dal fatto che il Fico Bianco del Cilento viene colto a maturazione pienamente completa.

Viene venduto principalmente nei mercati locali ad un prezzo variabile dai due ai 4 euro al chilo per il prodotto fresco. Nelle varianti trasformate può raggiungere prezzi più sostenuti.