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Dal Limone di Sorrento al Limoncello della penisola sorrentina.

Il “Limone di Sorrento”  è un prodotto ad indicazione geografica protetta che viene coltivato nei comuni della penisola Sorrentina e nelle isola di Capri.

Come il limone Costa d’Amalfi costituisce il vanto dei produttori di agrumi della Campania ed è ormai noto ed apprezzato in tutto il mondo, soprattutto per essere l’ingrediente principe del limoncello, l’infuso alcolico che vanta il maggior numero di consumatori stranieri.

La produzione annua del Limone di Sorrento si aggira intorno alle 8 mila tonnellate. Le sue caratteristiche organolettiche sono legate al sistema di produzione che prevede una copertura della pianta nei periodi più freddi e la possibilità di prolungarne la maturazione.

Pur essendo un agrume il suo sapore è particolarmente dolce ed è noto per le sue dimensioni che mediamente fanno si che un unico frutto possa superare anche il mezzo chilo di peso.

Oltre all’utilizzo classico per condimento, nella Penisola Sorrentina è possibile apprezzarlo in numerose ricette, dagli antipasti, ai primi ed ai secondi.

In pasticceria è usato per bagnare i dolci o come ingrediente di creme, ma viene anche sfruttato per la produzione di confetture e marmellate.

Rispetto al limone Costa d’Amalfi presenta un colore giallo più carico ed una buccia più spessa. Sono oltre 100 le aziende impegnate nella coltivazione del Limone di Sorrento.

Grazie al terrazzamento della costa dove questo agrume cresce, i limoneti che si formano vengono definiti giardini dei limoni, per la loro bellezza e la concentrazione delle piante.

Castagna di Montella IGP.

Una perla dell’agricoltura dell’Irpinia è la Castagna di Montella, prodotto ad indicazione geografica protetta.

Sono poche le aree territoriali della provincia di Avellino che possono vantare i natali di questi saporito prodotto del bosco: Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano.

La raccolta della castagna di Montella dura circa un mese, da ottobre a novembre. Questo tipico frutto autunnale nella tradizione della cucina irpina ha svariati usi.

Da ingrediente per succulente zuppe calde, con fagioli o funghi, ad accompagnamento di intingoli per primi piatti e stufati di carne.

L’uso più frequente e quello nella produzione di dolci, dal gustoso tronchetto di castagna e cioccolata, al notissimo castagnaccio, ma anche nelle varianti assolute come caldarroste, lessata o impreziosita con glassa al cioccolato.

In ogni caso va abbinata al vino irpino, rosso quando viene consumata coi i primi piatti e nei secondi o come caldarrosta, con i bianchi se base di prodotti dolciari, come budini, crostate e gelati. La castagna di Montella prima di giungere sul mercato subisce numerose operazioni volte a salvaguardarne l’aspetto ed il gusto.

Viene venduta in sacchi di diverso peso generalmente divisi per calibro del frutto, del peso variabile dai 500 grammi ai 5 chili.

E’ possibile anche trovare varianti essiccate o affumicate. Il prezzo varia molto secondo l’annata. Mediamente si aggira sui 4/5 euro al chilo.

La castagna di Montella viene celebrata da circa trent’anni nel corso di una celeberrima sagra che si svolge nell’omonimo paese della provincia di Avellino nel mese di novembre.