Tutti gli articoli di Lino Sorrentini

I prodotti tipici della provincia di Avellino.

L’Irpinia, regione verde per eccellenza, ha legato il suo nome a nobili prodotti della terra. A cominciare dagli ottimi vini bianchi e rossi, la cui produzione costituisce una voce importante nell’economia provinciale.

I Vini della provincia di Avellino

Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino, i più importanti Docg della Campania, sono vini che da tempo hanno varcato i confini nazionali, esportando nel mondo i sapori e i profumi della provincia irpina.

Altri due vini Doc, l’Aglianico e l’Irpinia, completano l’offerta … in barrique.

Dall’enologia alla gastronomia il passo è breve.

I prodotti tipici della Provincia di Avellino

Agli impareggiabili vini si abbinano prodotti, naturali e lavorati, dal gusto impareggiabile, apprezzati sulle tavole di tutto il mondo.

E’ il caso, ad esempio, delle castagne, che abbondano sulle vette della catena montuosa del Terminio.

Dopo la castagna di Montella (da non perdere il liquore che si ottiene dalla sua distillazione), che può fregiarsi del riconoscimento Igp, si sta facendo largo la castagna di Serino DOP che  comprende due cultivar locali : la “Montemarano” e la “Verdole“. La prima, detta anche “Santimango” o “Marrone di Avellino”, è considerata dagli esperti tra le migliori varietà italiane soprattutto per le caratteristiche di pregio dei suoi frutti.

Riconoscimento europeo per l’olio DOP extravergine di oliva Irpinia – Colline dell’Ufita, prodotto nella zona di Ariano Irpino, che si caratterizza per i suoi colori intensi e per il sapore fruttato con note di pomodoro.

Formaggi e Salami

Particolarmente saporiti e ricercati sono anche gli insaccati prodotti in provincia di Avellino: dalla soppressata, ottenuta seguendo ancora le antiche ricette contadine, al salame di Mugnano del Cardinale.

L’alta Irpinia è la zona di produzione di ottimi formaggi, in particolare il pecorino bagnolese ed il pecorino di Carmasciano, prodotto a Rocca San Felice, una prelibatezza di nicchia dal sapore unico conferitogli dalla vicina Mefite.

Formaggi e salumi, magari da gustare accompagnati ad una fetta di pane di Montecalvo Irpino o di Calitri, due zone in cui la panificazione è ancora un’arte.

Il Tartufo

Un discorso a parte merita il tartufo nero di Bagnoli Irpino, prezioso tubero dal profumo intenso che contende ai tartufi umbri la palma del miglior gusto.

I Dolci

Infine, in una terra così ricca di tradizioni, non potevano mancare ottimi dolci, anch’essi realizzati con metodi artigianali e, per questo, con un valore aggiunto che li rende richiestissimi dal mercato.

Su tutti spicca il torrone prodotto con maestria nella zona di Ospedaletto d’Alpinolo ed in quella di Dentecane, un impasto di nocciole e miele conosciuto da queste parti sin dai tempi dei Romani.

I vini di Antica Hirpinia a Taurasi: Storia, Passione e Qualità.

Quando si parla di Taurasi, sia quando ci si riferisce al Vino DOCG che al comune situato in provincia di Avellino, il pensiero non può non andare all’azienda vinicola Antica Hirpinia una delle eccellenze della provincia di Avellino nella produzione di vini di qualità caratterizzati da esperienza, passione, storia e innovazione.

La storia

Parlare di  Antica Hirpinia significa fare un salto indietro nel tempo e volare nei primi anni Sessanta quando, un gruppo di vignaioli ed agricoltori del posto diede vita all’ “Enopolio di Taurasi Società Cooperativa a.r.l”, denominazione che alla fine anni Ottanta cedette il posto ad Antica Hirpinia, solida realtà locale che ha, attualmente, attestato la sua produzione su circa 400.000 bottiglie annue, in un processo di continua crescita e di sviluppo costante sotto tutti i punti di vista grazie all’autorevole consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella.

I Vigneti

Antica Hirpinia produce i suoi ottimi vini contando su circa 40 ettari di vigneti, impiantati sulle soleggiate colline dell’Irpinia, a un’altitudine tra i 300 e 600 metri sul livello del mare, trattati con un approccio sostenibile a scarso impatto ambientale.

I Vini

I vini prodotti seguono la filosofia aziendale che unisce il rispetto del territorio di origine, da centinaia di anni vocato alla produzione di vini eccellenti, alla volontà di sperimentare e innovare per offrire un prodotto unico e caratteristico del nome che porta.

Tra i suoi vini più famosi spicca il Taurasi DOCG, il re dei vini rossi del sud.

E non è un caso che la prima bottiglia di Taurasi che si è potuta fregiare della Denominazione di Origine Controllata e Garantita sia stata prodotta da Antica Hirpinia nel 1993

Primo vino DOCG in Irpinia e soprattutto primo in tutto il Sud Italia.

Vino premiato, nel corso degli anni, con i 93 punti assegnati al Taurasi 2010 da parte della Guida ai migliori vini Italiani di Luca Maroni ed. 2018, come pure i 92 centesimi conferiti dalla rivista americana Wine Enthusiast alla vendemmia 2001 dello stesso vino.

Ma Antica Hirpinia non è solo Taurasi

Non a caso Wine Enthusiast ha premiato sia il Fiano di Avellino DOCG sia il Greco di Tufo DOCG Antica Hirpinia con la brillante votazione di 86 centesimi.

Oltre ai due bianchi eleganti e minerali, il comparto produttivo include l’Irpinia Falanghina DOC, l’Irpinia Coda di Volpe DOC, l’Irpinia Rosato DOC, l’Irpinia Aglianico DOC, il Taurasi DOCG e il Roserpina spumante, sempre da vitigno 100% aglianico.

Si tratta in tutti i casi di vini CRU, quindi monovitigno e per questo ancora più preziosi a livello di naso e di palato.

La cantina

La cantina ed il relativo stabilimento di produzione, circa 6000 mq, è situato proprio alle porte di Taurasi,

Qui,giornalmente, lo staff aziendale accoglie tecnici del settore, esperti, amanti della cultura enologica e semplici clienti per guidarli in visite guidate e degustazioni, grazie ad un’area deputata alla vinificazione e all’elevazione in legno dei vini.

La struttura è dotata di sala degustazione attigua a una cucina ben attrezzata, che funge anche da punto di ristoro, e un punto vendita dove è possibile acquistare i vini dell’azienda.

  • L’azienda vitivinicola Antina Hirpinia si trova in Contrada Lenze, lungo la strada che conduce a Taurasi (Av).

I Piatti Tipici della Cucina Campana.

Mille pietanze, mille prodotti da gustare. Benvenuti nella regione Campania, la terra del mare e del sole, delle colline e delle montagne: la regione della Cucina di Mare e della Cucina di terra.

Dagli antipasti ai primi, dai secondi di carne e di pesce ai mille dolci della tradizione campana… Avellino, Benvento, Caserta, Napoli e Salerno hanno tanto da offrire ai gastronauti attenti, sempre alla ricerca di piatti che provengono non solo dalla tradizione che affonda nei secoli ma anche dalle tante invenzioni di chef sempre più attenti e capaci….

I nostri redattori proveranno a raccontarvi i prodotti ed i piatti della cucina tipica della Regione Campania.

Buon Viaggio !!!

I Prodotti IGP della Regione Campania: Indicazione Geografica Protetta

I Prodotti a Indicazione Geografica Protetta  Reg. CE 510/06 nella Regione Campania, noti con l’acronimo IGP, sono quei prodotti agricoli e alimentari che per  qualità, reputazione o altra caratteristica dipendono dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.

Il marchio di origine viene attribuito dall’Unione Europea  a qui prodotti tipici che almeno per una fase del processo di lavorazione vengono prodotti in una particolare area.

Chi produce prodotti a marchio IGP deve attenersi alle rigide regole stabilite nel disciplinare di produzione. Il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

IGP Registrate dall’Unione Europea

 IGP in corso di registrazione presso la Unione Europea con Protezione Transitoria Nazionale

 IGP in fase di istruttoria ministeriale

I Prodotti STG della Regione Campania: Specialità Tradizionale Garantita.

Marchio STG

I prodotti a Specialità Tradizionale Garantita (STG) Reg. CE 509/06,  noti con l’acronimo STG, sono caratterizzati da composizioni o metodi di produzione tradizionali.

Si tratta di un marchio di origine introdotto dalla Unione europea volto a tutelare produzioni agricoli e alimentari che abbiano una “specificità” legata al metodo di produzione o alla composizione legata alla tradizione di una zona, ma che non vengano prodotti necessariamente solo in tale zona diversamente da altri marchi quali denominazione di origine protetta (DOP) e indicazione geografica protetta (IGP).

STG proposte da organismi italiani riconosciute dalla UE

 

Nella frutta tipica, i colori ed i profumi della Campania

Colori sgargianti, polpe succulenti, profumi inebrianti. Sono alcune delle note caratteristiche dei frutti tipici della regione Campania.

Prodotti della terra che hanno proprio nell’habitat in cui nascono e giungono a maturazione la “ricetta” che li rende unici.

E’ il caso, ad esempio, del limone di Sorrento che, insieme al limone Costa d’Amalfi, è un cult per i milioni di turisti che ogni anno affollano le spiagge della costiera amalfitana e sorrentina e le piazze di Vietri sul Mare, Maiori, Minori, Amalfi, Positano e Sorrento.

A questa particolarissimo agrume, dal sapore impareggiabile, sono legate alcune delle ricette della gastronomia locale, in particolare per ciò che attiene ai dolci e ai liquori.

Come non citare, ad esempio, il famoso limoncello di Sorrento e o le delizie al limone della costiera amalfitana?

Tra la frutta campana per eccellenza ce n’è un’altra che, grazie alle sue qualità, ha ottenuto il marchio di riconoscimento Igp dall’Unione Europea.

Si tratta della mela annurca campana IGP, conosciuta da queste parti da oltre due millenni: un concentrato di odore e di gusto che non ha eguali.

Altro prodotto della terra che deve la sua fortuna ai luoghi in cui viene prodotto è, senza dubbio, il fico bianco del Cilento Dop. Occorre ringraziare i Greci, che lo importarono nell’attuale zona che ricade in  provincia di Salerno, se ancora oggi è possibile gustare la dolcezza di questo frutto, ottimo anche essiccato e farcito con noci e mandorle.

Tra la frutta secca, un posto di tutto rilievo nella produzione regionale lo hanno la castagna di Montella e quella di Serino, due “cugine” che, nonostante siano prodotte a pochissimi chilometri di distanza, in provincia di Avellino,  hanno caratteristiche completamente differenti: ad accomunarle il sapore straordinario e le numerose applicazioni in cucina.

A far conoscere il nome della Campania in giro per il mondo, infine, provvede anche la nocciola, in particolare quella di Giffoni Valle Piana e quella prodotta in Irpinia, tra gli ingredienti fondamentali della crema di cioccolato più famosa al mondo: la Nutella.

I prodotti tipici della provincia di Napoli.

Il piacere di stare a tavola è uno dei punti di forza dell’immagine della città di Napoli nel mondo.

Tale clichè è il frutto di una vasta letteratura, che affonda i suoi colpi nella poesia come nel cinema, che esalta il carattere di una terra e dei suoi abitanti attraverso la ricchezza dei suoi sapori.

Due esempi su tutti: pizza e caffè ormai considerati quasi due sinonimi della città partenopea.

Ma le ricette della tradizione culinaria napoletana devono il loro successo alla bontà delle materie prime utilizzate.

La pizza Margherita non avrebbe mai avuto una diffusione… planetaria se non fosse stata realizzata con ingredienti unici, come la mozzarella campana, il pomodoro (al di là del San Marzano ottime sono anche le specie di Sorrento ed il tradizionale pomodorino del Piennolo del Vesuvio) e l’olio extravergine di oliva, del quale, nella Penisola Sorrentina, se ne produce una specie particolarmente saporita.

E che dire, poi, della pasta, che ha in Gragnano la sua patria ed il centro di una produzione che non ha eguali, per caratteristiche, metodi di lavoro e formati.

Tra i prodotti tipici della provincia di Napoli, una menzione a parte meritano il limone di Sorrento, la melannurca campana e l’albicocca vesuviana.

Il primo, in particolare, è l’ingrediente base di dolci squisiti (delizia al limone) e memorabili liquori (limoncello, crema di limoni).

A proposito di dolci, la provincia di Napoli ha nella sua pasticceria una ricca fonte di ispirazione per i palati più fini: babà, pastiera napoletana, roccocò, mostaccioli, struffoli solo per citare i più famosi.

Anche in campo enologico Napoli vanta una ricca tradizione.

Dagli omonimi vini delle isole del Golfo, Ischia Doc e Capri Doc, ai prestigiosi vini dell’area vesuviana, su tutti il Lacrima Christi Doc, fino al Penisola Sorrentina, con le sue sottozone Lettere e Gragnano.

I prodotti tipici della provincia di Benevento.

Territorio a vocazione prevalentemente agricola, il Sannio è terra di grandi vini e di sapori semplici ma intensi.

Come quelli, ad esempio, delle carni del vitellone bianco dell’Appennino Centrale, bovini di razza Chianina, Marchigiana e Romagnola che abbondano in tutta la provincia di Benevento, dalla Valle Telesina alla Valle Caudina fino al Fortore.

Alla lavorazione delle carni sono legate alcune specialità del territorio, su tutte le soppressate e le salsicce del Sannio, alla base di gustosissimi piatti della cucina tradizionale locale.

Come ogni regione a vocazione contadina che si rispetti, anche quella del beneventano è rinomata per la produzione dei formaggi.

Il caciocavallo silano Dop, ottenuto dal latte bovino lavorato crudo è una delle specialità delle colline beneventane, magari da gustare abbinato ai famosi taralli di San Lorenzello, conditi con spezie ed erbe aromatiche.

Tra i prodotti certificati del Sannio spiccano le diverse varietà di olio: dall’olio extravergine di oliva delle Colline Beneventane all’olio Sannio Caudino Telesino, dal sapore fruttato con con evidente sentore di mela.

Proprio quella mela annurca campana che può fregiarsi del marchio IGP e che in diverse zone della provincia di Benevento vanta una cospicua diffusione.

Per gli amanti dei dolci, al di là delle ricette tipiche di ogni singolo paese, il Sannio è conosciuto in tutto il mondo per il suo torrone, già noto in epoca romana nel periodo dei Cesari e considerato il dolce sannita per eccellenza.

Tra le applicazioni più ricercate c’è quella a abase di liquore Strega, altro prodotto di questa terra che ha contribuito a far conoscere il nome di Benevento in tutto il mondo.

Ma il Sannio, dicevamo in apertura, è anche terra di grandi vini.

Dal Solopaca Doc, nelle sue versioni bianco, falanghina, rosso e spumante, all’aglianico del Taburno Docg, passando per il Guardiolo, il Sannio ed il Sant’Agata de’ Goti, tutti vini che risentono dei sapori della terra e che ben si abbinano alle prelibate ricette della tradizione culinaria sannita.

 

 

I Prodotti DOP della Regione Campania: Denominazione di Origine Protetta.

Marchio DOP

I Prodotti Tipici a Denominazione di Origine Protetta della regione Campania, meglio noti con l’acronimo DOP, godono di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito dall’Unione Europea.

Questo riconoscimento viene attribuito a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.

Vengono presi in considerazione sia fattori geografici e naturali come il clima e l’ambienta, sia fattori umani come le tecniche di produzione artigianali tramandate nel tempo che permettono la creazione di un prodotto inimitabile al di fuori del territorio di produzione.

Per questo motivo il marchio DOP garantisce che le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione avvengano in un’area geografica delimitata sotto le rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione.

Il rispetto delle regole del disciplianre dei prodotti a marchio DOP è garantito da uno specifico organismo di controllo.

DOP riconosciute dall’Unione Europea

 

I prodotti tipici della provincia di Caserta.

Caserta è la provincia della Campania che è universalmente identificata con quello che è considerato il prodotto alimentare più rappresentativo della regione: la mozzarella di bufala DOP.

Un primato di produzione e sapore che Terra di Lavoro contende alla provincia di Salerno, con risultati che sono tra i più gustosi in assoluto.

La zona dell’aversano, in particolare, è tra le più ricche di allevamenti di bufali dai quali, oltre alla mozzarella e ai derivati del latte (la ricotta di bufala campana che si fregia del marchio DOP dall’Unione Europea), si ottiene una carne che si sta sempre più diffondendo come un’alternativa d’elite alla carne bovina classica.

Mozzarella di bufala Dop ma non solo.

Il clima e la conformazione dei terreni, infatti, fa della provincia di Caserta una interessante zona di produzione olivicola che ha portato, nel volgere di pochi anni, alla richiesta della Dop per ben tre olii extravergine di oliva: il “Terre Aurunche, il “Terre del Matese” e il “Colline Caiatine”.

Si tratta di tre prodotti assai diversi tra loro per profumi, colori e sapori ma tutti di elevatissimo lignaggio.

Senza dimenticare che questo spicchio del territorio casertano è la culla dell’oliva di Gaeta, una varietà di oliva nera la cui lavorazione particolare ne fa uno dei prodotti più appetiti sulle tavole di tutta Italia.

I Vini della provincia di Caserta

Spostandosi in campo prettamente enologico, la provincia di Caserta offre ai palati più fini alcuni vini dalle caratteristiche uniche.

Come l’Asprinio di Aversa Doc, un bianco ottenuto da grappoli di uva che crescono su viti che si arrampicano fino a 15 metri da terra.

Altro Doc per intenditori è il Galluccio, prodotto nella zona di Roccamonfina seguendo un disciplinare assai rigido che ne garantisce l’unicità.